Ultimo aggiornamento: ottobre 2026
Un punteggio di visibilità vale solo se chi lo riceve può capire come è stato calcolato — e difenderlo davanti a un cliente. Questa pagina descrive esattamente cosa misuriamo, con che frequenza e con quali limiti. Nessun numero del report nasce da criteri diversi da quelli scritti qui.
All'attivazione del monitoraggio generiamo 12 domande sul business, distribuite in quattro categorie: prodotto/specialità, categoria/tipologia, zona ed esperienza/occasione (per i business solo online la categoria zona viene ridistribuita sulle altre). Le domande con il nome del brand sono escluse dalla generazione: chi conosce già il nome non sta cercando. Si possono aggiungere domande manuali fino a un tetto di 15 attive per brand.
Le domande restano fisse dalla prima rilevazione: ogni rilevazione successiva esegue le stesse identiche stringhe. È questo che rende i mesi confrontabili tra loro. Le modifiche sono consentite ma tracciate: una domanda non si riscrive mai, si archivia e se ne aggiunge una nuova — perché una domanda diversa è una misurazione diversa. Ogni modifica ha effetto dalla rilevazione successiva. Ogni rilevazione conserva le domande con cui è nata: un periodo dice quali erano attive e da quando.
Una rilevazione è un giro completo di domande: poniamo il set a ciascun assistente, uno per uno — ChatGPT, Claude, Perplexity e Gemini. Non sono risposte simulate da un unico modello: ogni assistente viene interrogato davvero, con la ricerca web attiva come nelle app che usano le persone, e nel report ogni risposta è leggibile per intero. È l'assistente a decidere se cercare, come farebbe con chiunque: al massimo una ricerca per domanda dove l'assistente permette di limitarla, dall'Italia o dalla città del brand se è un business locale. Il nome del brand non compare mai nella domanda. Di ciascuna risposta registriamo se il brand viene citato, in che posizione, con quali competitor accanto, quali pagine web cita e, quando lo cita, con quale tono. La rilevazione viene salvata così com'è e non si ricalcola mai.
Le rilevazioni si ripetono una volta a settimana (Essential) o una volta al giorno (Complete), sempre alla stessa ora. Se una rilevazione salta, la recuperiamo entro quattro giorni e la datiamo al giorno che mancava, dichiarando quando le risposte sono state raccolte davvero; oltre, quel giorno resta vuoto e il conteggio lo dice.
Il report legge le rilevazioni del periodo che scegli (gli ultimi 28 giorni, un mese, gli ultimi 12 mesi o un intervallo qualsiasi) e le aggrega al momento: per ogni domanda e assistente riporta il tasso di citazione (in quante rilevazioni il brand è citato, su quante hanno avuto risposta) e la fascia: presente se citato in più di 8 rilevazioni su 10, assente se al massimo in una su dieci, parziale con la percentuale esatta nel mezzo. Il tasso di una domanda è la media dei tassi dei suoi assistenti. Il periodo dichiara sempre quante rilevazioni contiene su quante erano attese. Il punteggio compare da 3 rilevazioni: sotto, al suo posto, contiamo le domande citate nell'ultima. Accanto al punteggio diciamo di quanto può muoversi da solo, senza che cambi niente: ±8 punti con una rilevazione, meno con più rilevazioni (±4 su quattro, ±2 su ventotto), dal test di varianza del 29 settembre.
Ogni mese, nel giorno in cui il brand è stato attivato, un resoconto mensile legge le rilevazioni del mese e aggiunge ciò che richiede un'AI: la sintesi, il controllo del sito, l'accuratezza e le fonti. Porta la sua data e non cambia con il periodo scelto.
La posizione non la decide un'AI: è l'ordine di prima menzione tra il brand e i competitor del set dentro il testo della risposta. Chiunque può rileggere la risposta e ricontare. Il brand è citato quando nella risposta compare il suo nome o un nome alternativo confermato dal cliente (per esempio «Bricco» per «Vineria Bricco»), mai una variante indovinata da noi: un nome corto è spesso anche una parola comune, e una citazione falsa è peggio di una mancata. Lo stesso vale per i competitor. Accanto alla misura, una seconda analisi con ricerca web reale ricostruisce su quali fonti si appoggiano le risposte e verifica la presenza del brand su quelle fonti.
Il confronto tra un mese e il precedente produce gli eventi del mese (ingressi e uscite dalle risposte, sorpassi, cambi di posizione). Un ingresso o un'uscita si registra solo quando cambia la fascia tra un mese e l'altro, mai tra due rilevazioni: un'oscillazione dentro il mese è rumore, e come tale la vedi nel tasso. Il delta è calcolato sui dati registrati, mai stimato a posteriori.
Le definizioni qui sotto sono le stesse che compaiono nei tooltip del report — vengono dallo stesso glossario, non possono divergere. Le metriche si calcolano solo sulle query dirette del set.
GEO Discovery Score (GDS) — Punteggio unico di visibilità nelle risposte delle AI, sul modello dei Core Web Vitals, calcolato solo sulle query dirette e sulle rilevazioni del periodo scelto: quanto ci sei (copertura, CVR) per quanto in alto (prime posizioni, FPR, e piazzamento medio). 0–100: a copertura piena vale 55, più fino a 25 per le prime posizioni e fino a 20 per il piazzamento; con meno copertura scende in proporzione. Le AI non rispondono sempre uguale: tra un periodo e l'altro il GDS oscilla di qualche punto anche senza cambiamenti, e nel confronto una differenza entro quell'oscillazione si legge «stabile».
Copertura (CVR) — Coverage Visibility Rate — media dei tassi di citazione delle query dirette: per ogni query, in quante rilevazioni del periodo le AI citano il brand su quante hanno risposto. Con una rilevazione sola è la percentuale di query citate.
Prime posizioni (FPR) — First Position Rate — tra le risposte del periodo che citano il brand, in quante il brand è la prima attività nominata, contando tutte le attività che le AI nominano, non solo i competitor che segui.
Share of Voice (SoV) — Quota del brand su tutte le attività nominate nelle risposte delle AI del periodo, contate risposta per risposta, competitor che segui compresi: lo spazio che occupi rispetto a chiunque le AI propongano. Il confronto con i competitor è nella tab Competitors.
Query dirette — Le query che riguardano esattamente il tuo business: le sole su cui si calcolano le metriche. Le altre — correlate (settore vicino) o ampie (mercato generico) — le seguiamo per contesto ma non pesano sul punteggio.
Leggibilità AI del sito — Quanto il sito è leggibile e comprensibile per le AI: media di Fondamentali e Comprensibilità (50/50). 0–100. Non misura le citazioni — quelle sono in Risposte e Competitors.
Fondamentali — 21 controlli tecnici deterministici e verificabili (dati strutturati, leggibilità senza JavaScript, ecc.): metà del punteggio del sito.
Comprensibilità — Quanto le AI capiscono il sito: valutano 6 aspetti (elencati più sotto), da 0 a 5 ciascuno. È metà del punteggio del sito, insieme ai Fondamentali.
Livelli del GDS — Come i Core Web Vitals, tre livelli: Buono da 60 in su, Da migliorare da 30 a 59, Scarso sotto 30. Vale sul periodo scelto, da 3 rilevazioni: sotto, al posto del punteggio contiamo le query dirette citate nell'ultima. Le soglie verranno ricalibrate sulla distribuzione reale dei brand misurati; ogni cambio è una voce datata del registro qui sotto.
Durante ogni analisi registriamo gli URL realmente consultati nelle ricerche e contiamo le citazioni per dominio su quel dato. Le fonti che non abbiamo osservato direttamente sono marcate come stima nel report. Per ogni fonte verifichiamo inoltre la presenza del brand visitandola davvero durante la scansione.
La leggibilità del sito per le AI è misurata in due metà: 21 controlli tecnici deterministici (dati strutturati, leggibilità senza JavaScript, ecc.), ripetibili e verificabili uno per uno, e un giudizio di comprensibilità su 6 aspetti, da 0 a 5 ciascuno. Il crawl legge il sito come lo leggono le AI: senza eseguire JavaScript.
Il controllo di accuratezza confronta le risposte delle AI con la scheda di verità del brand (costruita dal sito e dai dati dell'onboarding, aggiornata a ogni resoconto mensile): segnaliamo un errore solo se la frase incriminata è una citazione esatta della risposta, mai una parafrasi. Sui fatti della sua attività l'autorità è il cliente: chi gestisce il brand corregge un fatto dalla dashboard, la correzione porta il suo nome e la data, vale dall'analisi successiva e nessuna analisi la sovrascrive. Se il sito dice altro, lo segnaliamo accanto.
Le risposte delle AI sono probabilistiche: la stessa domanda può produrre risposte diverse in momenti diversi. Ogni rilevazione è quindi un campione, non un censimento — è per questo che ne facciamo più di una al mese, che le domande restano fisse e che il confronto è sempre mese su mese, sullo stesso metro. Con una rilevazione a settimana il tasso si muove a scatti del 20-25%; con una al giorno, di circa il 3%. Piccole oscillazioni sono fisiologiche; ciò che conta è la tendenza su più mesi e gli eventi ricorrenti.
Interroghiamo ogni assistente come risponde nella sua app, con la ricerca web attiva, senza istruzioni sul brand e senza forzare la ricerca: misuriamo quello che l'assistente dice a chi glielo chiede, non quello che direbbe con una configurazione costruita da noi. Non riproduciamo ciò che l'app sa del singolo utente (cronologia, preferenze, posizione esatta): la località è la città del brand o l'Italia.
Ogni report dichiara per nome quali assistenti sono stati interrogati, e sono gli stessi quattro per tutti. Se uno non è disponibile viene segnalato come saltato e resta fuori dai conteggi: un assistente mancante non diventa un'assenza del brand. Il livello dell'abbonamento determina quante volte al meseli interroghiamo: una a settimana (Essential) o una al giorno (Complete). Un assistente che non risponde in una rilevazione resta fuori dal denominatore di quella rilevazione soltanto: il tasso è un conteggio, mai una stima.
Quando il metodo cambia (nuove metriche, nuovi controlli), lo scriviamo qui con la data. Le rilevazioni restano come sono state raccolte e non si ricalcolano mai; i numeri che le riassumono (tassi, fasce, punteggio) si calcolano quando li leggi, quindi un cambio di formula vale anche per i periodi precedenti, e il registro lo dice.
8 ottobre 2026 — Perplexity cambia il modello che usa per rispondere: lo sceglie Perplexity, non noi, e lo rileviamo dalle sue risposte. Le domande e il modo in cui si legge la risposta restano gli stessi. Le rilevazioni precedenti non vengono ricalcolate: da questa data la serie di Perplexity riparte con uno strumento diverso.
10 ottobre 2026 — Share of Voice e prime posizioni si contano su tutte le attività che le AI nominano nelle risposte, non più solo sul brand e sui competitor che segui. Prima, con pochi competitor, un brand citato di rado poteva risultare al 100%. A ogni rilevazione un modello senza ricerca web elenca le attività nominate; dove compaiono e in che ordine lo leggiamo nel testo, come per il brand. Si contano risposta per risposta: ogni assistente su ogni domanda vale per sé, e non conta più la posizione migliore tra gli assistenti. La posizione cambia di conseguenza, e con lei il GDS. Le rilevazioni precedenti restano calcolate come prima.
6 ottobre 2026 — Per Gemini cambia la versione interrogata, sempre dello stesso provider e della stessa fascia: Google ritira quella usata finora. Le domande, la ricerca web e il modo in cui si legge la risposta restano gli stessi. Le rilevazioni precedenti non vengono ricalcolate: da questa data la serie di Gemini riparte con uno strumento diverso, quindi un periodo a cavallo di questa data confronta due strumenti.
1 ottobre 2026 — Le fonti non le stima più un modello nel resoconto mensile: le contiamo dagli indirizzi che le AI citano nelle risposte delle rilevazioni, sul periodo che scegli, come ogni altra metrica. Il tipo di fonte (recensioni, editoriale, forum, social, aziendale) viene da un elenco di siti noti; quelli che non conosciamo restano «altro». Il resoconto mensile verifica ancora se il brand c'è su ciascuna fonte, visitando la pagina citata, e lo dice con la sua data. Le rilevazioni precedenti al 29 settembre non hanno fonti: allora solo Perplexity cercava sul web.
1 ottobre 2026 — La scheda di verità con cui confrontiamo le risposte si corregge dalla dashboard: fino a oggi la scriveva solo il resoconto mensile dal sito, e un fatto estratto male produceva un'imprecisione falsa. Ora una correzione del cliente vale sopra il sito, dall'analisi successiva: le analisi già fatte non cambiano. La scheda si aggiorna a ogni analisi per i fatti non corretti.
1 ottobre 2026 — Il report non è più il resoconto di un mese solare: si sceglie il periodo, come in Search Console (ultimi 7 o 28 giorni, il mese, gli ultimi 3 o 12 mesi, un intervallo qualsiasi), con il confronto facoltativo con il periodo precedente di pari durata. I numeri si calcolano dalle rilevazioni salvate con le stesse regole di prima, quindi un mese solare dà gli stessi tassi del vecchio resoconto. Il punteggio compare da 3 rilevazioni nel periodo (versione 1) e accanto dice di quanto può oscillare da solo: ±8 punti con una rilevazione, diviso la radice del numero di rilevazioni (versione 1, dal test di varianza del 29 settembre). Il resoconto mensile resta e porta la sua data. Le soglie verranno ricalibrate sui dati; ogni cambio sarà una voce di questo registro.
30 settembre 2026 — Le fasce passano a soglie fisse sul tasso, le stesse per ogni livello e ogni periodo (versione 1): presente oltre l'80% delle rilevazioni, assente fino al 10%. Prima presente voleva dire «ogni volta» e assente «mai», così la fascia dipendeva da quante rilevazioni conteneva il periodo: con una rilevazione al giorno bastava una risposta su trenta per scendere da presente a parziale. Con 4 o 5 rilevazioni non cambia nulla. Le soglie verranno ricalibrate sui dati; ogni cambio sarà una voce di questo registro.
30 settembre 2026 — Cambia il calcolo del GEO Discovery Score: la copertura ora moltiplica la qualità della posizione invece di sommarsi a essa. Prima una sola citazione al primo posto valeva quasi quanto una presenza costante al secondo; ora il punteggio sale con la presenza. A copertura piena il numero non cambia. Il punteggio si calcola dalle rilevazioni salvate, quindi la formula nuova vale anche per i periodi precedenti: le rilevazioni restano quelle, cambia solo come le riassumiamo.
29 settembre 2026 — Il brand e i competitor si riconoscono anche dai nomi alternativi confermati dal cliente (per esempio «Bricco» per «Vineria Bricco»): fino a oggi contava solo il nome intero, e una risposta che accorciava il nome risultava un'assenza. Un nome aggiunto vale dalla rilevazione successiva; quelle già fatte non cambiano.
29 settembre 2026 — ChatGPT, Claude e Gemini rispondono ora con la ricerca web attiva, come nelle loro app: fino a oggi rispondevano a memoria, e solo Perplexity cercava sul web. Misuriamo così la risposta che vede chi usa davvero le AI, che cambia con il web e non solo con l'aggiornamento del modello. Ogni risposta registra anche le pagine web che cita. È un cambio dello strumento di misura: le rilevazioni precedenti restano come sono state raccolte e non vengono ricalcolate, quindi un periodo a cavallo di questa data confronta due strumenti diversi.
15 settembre 2026 — La misura passa da una risposta al mese a più rilevazioni al mese. Un test di varianza (dieci volte la stessa domanda, lo stesso giorno, sullo stesso brand) ha mostrato che gli assistenti che rispondono a memoria non sono stabili: ChatGPT ha citato il brand 4 volte su 10, Claude 1, Gemini 0; solo Perplexity, che cerca sul web, 10 su 10. Un solo campione trasmetteva quel rumore come se fosse un cambiamento. Da questa data ogni domanda viene posta una volta a settimana (Essential) o una volta al giorno (Complete), e il resoconto mensile riporta per ogni assistente il tasso di citazione e la fascia (presente / parziale / assente). Copertura e punteggio diventano medie di tassi. I livelli dell'abbonamento cambiano significato: non più quali modelli (sono gli stessi quattro per tutti), ma con che frequenza. Le analisi precedenti valgono come resoconti con una rilevazione sola — tassi 0 o 100, fasce presente/assente — e non vengono ricalcolate.
14 settembre 2026 — Perplexity ha ritirato la sua interfaccia di risposta precedente e l'ha sostituita con una nuova, che da questa data è quella che interroghiamo: dietro c'è la sua ricerca web, come prima. Le analisi precedenti non vengono ricalcolate.
14 settembre 2026 — Per Claude e Gemini cambia la versione interrogata, sempre dello stesso provider; le domande e il modo in cui si legge la risposta restano gli stessi. Le analisi precedenti non vengono ricalcolate: da questa data la serie storica di Claude e Gemini riparte con uno strumento diverso.
11 settembre 2026 — I quattro assistenti vengono interrogati davvero, uno per uno: prima le quattro risposte erano generate da un solo modello. Da questa data ogni report dichiara quali assistenti sono stati interrogati e quali saltati, e un assistente saltato non conta come assenza del brand. Le analisi precedenti restano calcolate col metodo di prima: non sono confrontabili riga per riga con quelle successive.
11 settembre 2026 — La posizione è ora misurata in modo deterministico (ordine di prima menzione tra brand e competitor del set nel testo della risposta), non più giudicata da un modello.
11 settembre 2026 — Introdotta la pertinenza delle domande (diretta, correlata, ampia): punteggio, copertura e prime posizioni si calcolano solo sulle domande dirette. La classificazione resta stabile tra i mesi, così il punteggio non si muove per una riclassificazione.
21 luglio 2026 — Introdotto il tono (positivo/neutro/negativo) con cui ogni risposta parla del brand, giudicato dal solo testo della risposta raccolta. Le analisi precedenti non hanno il dato.
18 luglio 2026 — Aggiornato il motore di analisi alla generazione più recente e introdotto il conteggio delle citazioni sugli URL realmente consultati (prima erano stimate).